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0 In Poesie

C. A. 29/08/15

Fonte immagine: https://www.coupefileart.com/

Margot reclama ancora la tua presenza
al bordo del letto,
fiutando il tuo odore
di gelso e mandarino in fiore.
È nervosa, non sa che sei partita
senza salutarla con una carezza.
L’ebbrezza del tuo viaggio
oltre la porta
chiedendo il passaggio alle sirene
è l’ultimo canto che ho.
Eppure sembrano ancora calde
le lenzuola in cui ci siamo stretti
ormai anni fa, cingendo i petti
in un tenero abbraccio.
Da allora in braccio ho lei,
batuffolo di borotalco,
anima che finge da tranquillante
nelle notti insonni.
Clelia, la malattia, i mesi
a soffrirne insieme
e il sangue nelle mie vene
mai troppo per sopportare tutto questo.
Sono svenuto più d’una volta
quando hai scordato il mio nome,
nonostante m’aggrappassi al ricordo
della tua canzone preferita.
Questa storia è ormai sfuggita
alle pieghe delle mie dita
poiché tu non sei più qui presente
nel tuo solito angolino silente.
E quando m’affaccio alla finestra
in cerca di stella o cometa
il vento m’accarezza il volto
come i tuoi capelli, di morbida seta.
Mi insegna a contemplare
il silenzio dell’ultimo usignolo.
Poiché mi dicesti, poco prima di volare:
“Nessuno nasce in questo mondo
per rimanere per sempre solo”.

Giovanni Battista Pagliuso

15/02/1994

Via V. Emanuele 9, Liberi ( CE )

skizzo.94@hotmail.it / 3348730263

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