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0 In Racconto breve: una guida

La scrittura secondo Camilleri

Qualsiasi italiano che si rispetti con la passione per la scrittura conosce Andrea Camilleri, e anche chi non ne ha letto i libri ha sentito parlare senza dubbio della serie molto fortunata di Montalbano. Il commissario è un personaggio ormai iconico, ma credo fortemente che se si legge Camilleri non bisognerebbe fermarsi a questa collana di romanzi; ci sono infatti moltissime altre opere egualmente ricche e degne di nota, e tra queste trova ampio spazio proprio il genere del racconto breve. Quelli che sono i migliori consigli di scrittura secondo Camilleri saranno sicuramente preziosi per chiunque voglia cimentarsi in questo genere, ma non solo; l’autore non si limita a parlare del suo metodo, ma si sofferma soprattutto sul suo modo di vivere il racconto, allargandosi anche ad esempio a descrivere quelle che sono, banalmente, le sue abitudini in una giornata di scrittura.

Scrivere per divertimento personale

Questo primo suggerimento di Camilleri è una cosa alla quale, secondo il mio parere personale, non si pensa immediatamente quando si tratta di scrittura. O comunque non è un fattore così scontato per uno scrittore grande come Camilleri, che ha venduto tantissimi libri; nel momento in cui si è autori conosciuti, scrivere per accontentare il pubblico diventa a volte la priorità e forse non è più così tanto importante il divertimento personale dato dall’atto di scrivere. Eppure, se scriviamo esclusivamente perché dobbiamo pubblicare e non perché ne abbiamo voglia, la nostra produzione ne risulterà molto probabilmente più fredda, impersonale e di conseguenza anche meno godibile dai lettori. È giusto impegnarsi per rispettare delle scadenze, ma se si scrive bisognerebbe comunque sempre cercare di divertirsi mentre lo si fa.

Ricollegandosi al genere del racconto breve, Camilleri dichiara di riservare ad esso un trattamento molto diverso da quello dedicato a Montalbano. I libri di Montalbano ad esempio risultano molto precisi; “non so se l’hai notato, ma tutti i romanzi di Montalbano si compongono di 180 pagine conteggiate sul mio computer, divise in 18 capitoli ciascuno. Se il romanzo viene fuori con una pagina in più o in meno, io riscrivo il romanzo, perché vuol dire che c’è qualcosa che non funziona”, ha detto una volta a Francesco Piccolo. Questa attenzione quasi maniacale deriva dal fatto che Montalbano è un qualcosa di destinato alla pubblicazione, mentre i suoi racconti brevi non lo sono necessariamente. Ciò vuol dire che quando si tratta di quelli, può tranquillamente permettersi di rilassarsi un po’ di più o semplicemente di scrivere per il gusto di farlo.

Quindi, a tutti gli scrittori: è bene a volte “dimenticarsi” che si sta scrivendo con il fine di pubblicare. “Questo problema non voglio averlo, voglio avere la libertà assoluta nell’invenzione di storie anche estremamente improbabili – senza che le conseguenze siano importanti”.

Scrivere con ordine

Ciò non toglie che, come si è visto nei paragrafi precedenti, la scrittura secondo Camilleri è sinonimo di ordine. È vero che bisogna scrivere per divertirsi e non per impressionare la casa editrice, e i racconti brevi di Camilleri vengono addirittura definiti come una “stanza dei giochi”; lui però dice, nonostante ciò: “mia madre mi diceva che la mia stanza dei giochi, da bambino, era ordinatissima.”

L’ordine non può quindi prescindere dalla libertà, ma anche viceversa. Si può ipotizzare che a questo punto, la bravura nella scrittura secondo Camilleri consista nel coniugare entrambe le cose facendo si che non si scontrino; l’ordine, mentre si scrive, resta un fattore fondamentale. Deve esserci sempre un senso generale che non si perde nel racconto e nulla nella storia deve essere messo a caso, e se è irrilevante meglio toglierlo. L’autore afferma addirittura di non credere nell’esistenza di un prima e un dopo nel racconto:

Io dico che la mia poetica è un grande pannello da cantastorie […]. Ci sono 40 riquadri, non puoi andare oltre né fermarti prima. Ed è una storia di inconscia reazione per esempio a certi fatti teatrali, quando per anni sono stato a fare Stanislavskij e continuamente ci si chiedeva: cosa c’è prima e cosa c’è dopo? Ecco, non c’è niente. Tutto deve essere compreso nel romanzo, non puoi dire che c’è qualcosa prima. Se c’è, la devi mettere nel romanzo, altrimenti non esiste“.

Non avere una scuola di scrittura

I pareri che si sentono in giro sulle scuole di scrittura contrastano moltissimo tra loro; qualcuno pensa che quelli che le frequentano finiscono per scrivere tutti allo stesso modo. Per quanto mi riguarda, credo che si possano imparare delle tecniche, ma in effetti l’accostamento di parole “corso di” e “scrittura creativa” mi suona un po’ strano; se è qualcosa di creativo, forse non si può imparare né tanto meno insegnare. Scrittori, dunque, si nasce?

Camilleri su questo punto è molto fermo e dice chiaramente che a questo tipo di corsi non ci crede. Alla domanda di Francesco Piccolo “la sua scuola di scrittura qual è stata?”, risponde che ad averlo aiutato in modo significativo è stato l’incontro con due o tre insegnanti fantastici al ginnasio e al liceo, definendolo una “fortuna che non tutti hanno”.

Proseguendo nella loro conversazione si evince che secondo Camilleri, la scrittura la si impara fondamentalmente da soli e noi stessi possiamo essere la scuola migliore, se prendiamo alcune accortezze; la sua risposta alla richiesta di fornire un consiglio agli scrittori giovani è piuttosto illuminante.

Si prendano l’autore che amano e provino a capire perché scrive una frase in un certo modo. Cioè, la vera scuola è la lettura. […] Allora comincia a studiare perché ti piace. Ti piace perché ha scritto in un certo modo? E allora esamina come ha scritto, renditi conto, prova a spostare la virgola, prova a spostargli gli aggettivi e a vedere cosa succede: capisci che era necessario scrivere come ha scritto, che qualsiasi altra soluzione imbruttisce la frase. Questo è scoprire il segreto della scrittura, altrimenti che fai?

Bibliografia

Un destino ritardato: conversazione con Andrea Camilleri di Francesco Piccolo in: Camilleri Andrea, La tripla vita di Michele Sparacino, Milano, BURextra, 2010.

Immagine: caricato da Bussola Scuola, al link: https://www.pinterest.it/pin/104708760074021757/

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