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1 In Pensieri in nuce

Qualcosa di eterno

Georgia O' Keeffe, Music - pink and blue (1918)

Sono le 6 di un lunedì pomeriggio qualsiasi e io m’imbatto, come sempre, nei miei pensieri.

Friedrich Nietzsche teorizzò, o meglio rielaborò, il famigerato eterno ritorno dell’uguale. Senza starmi a dilungare sul significato esoterico, spirituale e filosofico di tale teoria, volevo solamente condividere uno spunto di riflessione.

Nonostante io sia ancora giovane, credo che molti avvenimenti nella mia vita si ripetano con una certa ciclicità. Osservo e vivo gli incontri come dei déjà-vu e mi chiedo quale sia lo scopo di questo. Mentre me lo chiedo, mi domando anche se io abbia mai imparato dai miei errori, o semplicemente creda di aver imparato. Io non ho risposte univoche, ma credo che certi avvenimenti siano il frutto della nostra percezione. Questo significa che noi possiamo percepire in modi diversi uno stesso scenario. E il fatto che io viva certi incontri come déjà-vu non significa che essi siano tali. Magari il mio modo di pensare attuale mi porta a dare una spiegazione quasi mistica di un evento in sé ininfluente. Le variabili sono infinite e non è possibile stabilire perché io ora ragioni così. Fatto sta che ho come l’impressione costante di aver già incontrato certe persone e certi luoghi. È difficile da descrivere, ma a volte provo nostalgia per tempi od occasioni non vissute. E questa mia  fulgida consapevolezza mi rende anche molto malinconica. Perché è come se abbracciassi, al contempo, la persona, il sentimento e la sua localizzazione indefinita. Dirò di più: è come se riabbracciassi, dopo tanto tempo, una persona cara, che per qualche motivo ho perso di vista. 

E senza nemmeno che me ne renda conto mi catapulto in una atmosfera rétro, accogliente, fantastica, nella quale trovo l’armonia.

Poi cosa succede? Succede che riaffiora nella mia mente il vero motivo per cui ci si era persi. Succede la vita reale, quella che tocco ogni giorno. Succede che quella ebbrezza e quel piacere dionisiaco spariscono, e rimangono le certezze inconfutabili, il mio incespicare, il mio umore instabile, le mie paure. Qualcuno ha detto che chi sta a metà strada tra sogno e realtà ha vinto. E forse devo ancora trovare questa impervia strada di mezzo. 

Vi lascio con una breve citazione e con una domanda: quale sarebbe la vostra reazione se ogni elemento, positivo e negativo, costruttivo e distruttivo, si ripetesse eternamente e ciclicamente uguale a se stesso?

[…] Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: “Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione – e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello di polvere!”. Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immenso, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: “Tu sei un dio e mai intesi cosa più divina”? Se quel pensiero ti prendesse in suo potere, a te, quale sei ora, farebbe subire una metamorfosi, e forse ti stritolerebbe; la domanda per qualsiasi cosa: “Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?” graverebbe sul tuo agire come il peso più grande! Oppure, quanto dovresti amare te stesso e la vita, per non desiderare più alcun’altra cosa che questa ultima eterna sanzione, questo suggello?

F. Nietzsche, La gaia scienza

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1 Commento

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    Trevir
    16/09/2020 at 17:35

    🤗

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