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Sulla sostanza dell’amore – Vladimir V. Majakovskij

Non mi lascio
acchiappare
su un’inezia,
su un’effimera
coppia di sentimenti.

Io sono infatti
per l’eternità
ferito dall’amore
e mi trascino a malapena.
Per me
l’amore
non si misura con le nozze.
Ha cessato d’amarmi?
E’ svanita.
Compagna,
in sommo grado
me ne infischio
delle cupole.
Ma perché scendere a particolari?
Smettete gli scherzi,
mia bella,
non ho vent’anni,
ma trenta…
con una codina.
L’amore
non è
nel bollire più sodo,
non è
nell’esser bruciati come carboni,
ma in ciò
che sorge dalle montagne dei petti
sopra le giungle dei capelli.
Amare
significa
correre in fondo
al cortile
e sino alla notte corvina
con l’ascia lucente
tagliare la legna,
giocando
con la propria
forza.
Amare
è sciogliersi
dalle lenzuola
strappate dall’insonnia,
gelosi di Copernico,
lui,
e non il marito d’una Maria Ivanovna
considerando
proprio
rivale
Per noi
l’amore
non è paradiso terrestre
a noi
l’amore
annunzia ronzando
che di nuovo
è stato messo in marcia
il motore
raffreddato del cuore.

Stralcio poetico tratto da Lettera al compagno Kostrov da Parigi sulla sostanza dell’amore, traduzione a cura di Angelo Maria Ripellino

Brevi notazioni sulla poesia

Письмо товаристкиу Кострому из Парижия о сустчности любви (Lettera al compagno Kostrov da Parigi sulla sostanza dell’amore) è una poesia di Vladimir Majakovskij, celebre poeta della Rivoluzione, pubblicata sulla rivista Молодая гвардия (La giovane guardia) nel gennaio 1929. Kostrov era allora redattore capo del quotidiano comunista Комсомольская правда.

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